L’altro giorno ho preso il Bus-Navetta, ma questa volta quello “spaziale”. Proprio così: lo Space Shuttle Bus. Sono partito da Capo Carnevale (Putignano); destinazione: MARTE!Ero in un viaggio studio con una delegazione di politici, scienziati, tecnici alla ricerca di nuove forme di vita, fonti di energia, combustibili, tecnologie super avanzate, ecc. che potessero garantire la folle corsa terrestre verso l’ultimo stadio.
Dopo che ho scritto che non mi vergogno di andare in bici su una navicella nello spazio, la suddetta delegazione ha pensato bene di invitare proprio me. Si son detti: “Questo qui è un fanatico che non ha più l’auto da qualche anno e dice di riuscire a vivere benissimo!” Secondo lui non abbiamo nemmeno bisogno di fare questo viaggio studio perché basta guardare al suo stile di vita, a come organizza le sue giornate, i suoi spostamenti, per trovare almeno gran parte della soluzione del problema che ci poniamo. E’ un rappresentante ideale tra i cicloecologisti, come categoria umana “debole”. Chissà magari avrei potuto “rimanerci” su Marte e così convincere altri come me a seguirmi. Speravano di liberarsene una volta per tutte di questi stupidi a due ruote. Però solo se non avessero trovato forme di vita. Comunque se avessimo incontrato dei Marziani, questi si sarebbero resi conto subito che tra i rappresentanti umani, quello più “loffo” (scemo, incapace), sarei stato io.
Arrivati lì ci siamo sparpagliati ed a un certo punto, di nascosto, sono stato avvicinato dal Capo Marziano. Mi ha chiamato in disparte e mi ha detto: “Senti…quando abbiamo saputo che dovevate venire qua, abbiamo fatto sparire tutto! Qui abbiamo ogni ben di Dio, ogni forma di vita e persino il petrolio. Ma noi vi nascondiamo tutto così ve ne tornate indietro e ci lasciate in pace. Tu hai presente la storia dei Trulli? Sì! Allora tu ci puoi capire! Comunque solo tu se vuoi puoi restare, perché non fai rumore, non inquini e non occupi tanto spazio. Poi se vuoi andartene, fai pure! L’importante è che ci lasci la tua bicicletta. Voi terrestri per muovervi non potevate inventare di meglio. Però per la vostra superbia avete voluto fare “il di più” e perciò adesso fate una bella “sgommata” e tornatevene da dove siete venuti!! Già siete inguaiati per i fatti vostri e volete venire a “sfottere” a noi riempiendoci di auto inquinanti e monnezze?!
E quindi io “scemo, scemo” ero stato prescelto. Francamente ero tentato a rimanere lì e poi l’aria così com’era, non era così “amara” come sulla Terra. Però poi ho pensato alla mamma e mi sono convinto a tornare a casa. Ebbene confermo che i Marziani esistono davvero e sono evoluti perlomeno quanto noi cicloecologisti. Comunque mi hanno proposto se si poteva organizzare il prossimo cicloraduno su Marte col tema “La conquista dello Spazio”, a condizione però che portassimo le nostre mamme. Primo, per invogliarci a rimanere con loro; secondo, per insegnare alle loro donne a cucinare bene: anche se mangiano un po’ di più, andando in bici, consumano più calorie che trasformano in energia, non fosse altro per accendere le lampadine dei fari anteriori e posteriori. Io gli ho detto che era un’idea “brillante”, ma che c’eravamo arrivati già prima noi. Al che hanno avuto l’ennesima conferma di aver fatto la scelta giusta nei nostri confronti.
Così ci siamo salutati cordialmente e promessi di rivederci presto. Però lo “spazio” per ora è finito. Se volete qualche anticipazione sul prosieguo, ci vediamo “Martedì” e arrivederci alla prossima “puntata” ovviamente …nello Spazio!
12 aprile 2008
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