Da un interessante video dal titolo “Le meraviglie della creazione divina”, del Moody Institute of Science - Selezione del Reader’s Digest, riporto le dichiarazioni di un astronauta.Il Col. Guy Gardner della Nasa così parla della proprio esperienza.
“Gli astronauti sono spesso accusati di non sapersi esprimere bene quando una volta tornati sulla Terra, descrivono cosa si prova nello Spazio. Io credo ci sia una ragione: quando si guarda la Terra giù in basso, le parole che si affacciano alla mente sono di reverente timore, tanto si è completamente circondati dalla maestosità della Creazione. Il Col. Gardner ha lavorato per 11 anni al programma spaziale degli Stati Uniti e ha partecipato a due missioni che così descrive: “Durante la mia prima missione, il primo giorno fummo molto occupati, ma non avemmo tempo di soffermarci su dove eravamo e sull’eccezionalità dell’esperienza che stavamo vivendo. Quella notte il comandante ed io, dormimmo nella cabina di comando sopra i sedili con le cinture di sicurezza allentate quel tanto da impedirci di essere sbalzati fuori. Ma prima di dormire, guardammo dagli oblò. Da dove eravamo potevamo vedere la Terra direttamente sotto di noi e riflettere su tutto ciò che entrava nel nostro campo visivo. Fu un’esperienza memorabile – mi si riempirono gli occhi di lacrime che in assenza di gravità, non scivolano giù per le guance, ma formano una specie di bolla negli occhi che annebbia la vista. Fu un’esperienza meravigliosa ed indescrivibile.
Più conosciamo il Sistema Solare, più la Terra ci appare unica. Abbiamo inviato sonde per studiare gli altri pianeti appartenenti al nostro sistema e alcune di esse sono arrivate oltre. Per anni ed anni li abbiamo studiati con l’aiuto di telescopi situati sulla Terra o in orbite intorno ad essa. Eppure più impariamo e vediamo del nostro universo, più ci rendiamo conto che il posto maggiormente adatto alla vita, dell’intero sistema solare e forse dell’universo, è il pianeta che ogni essere vivente chiama la propria casa: la Terra.”
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